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Visualizzazione post con etichetta Parole In Circolo. Mostra tutti i post
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domenica 23 ottobre 2016


- di Marghe  Laurenti -





Capitolo finale. Con queste parole Marco Mengoni conclude il video del singolo Sai Che, uscito venerdi 14 ottobre e balzato subito in vetta alle classifiche audio e video in Italia e anche in alcuni paesi europei.
Parole e colori, i tre fondamentali e i tre composti che erano la cifra grafica dei due album (Parole In Circolo e Le Cose Che Non Ho) che a loro volta hanno costituito il progetto dell'artista negli ultimi due anni.


Il video inizia con un fade-in e termina con un fade-out  entrambi molto delicati, le immagini sembrano emergere dal buio dell'interiorità, e poi svaniscono in un vento che potrebbe portarle – chissà – alla persona che ha ispirato la canzone.

Già questi elementi non strettamente musicali hanno un carattere ben preciso e confermano la volontà di Mengoni di porgere un brano come un gesto artistico multiforme, con colori, suoni, testo scritto, immagini, atmosfere profondamente connessi tra loro.


 
Capitolo finale, quindi, come un after-hour, un tocco conclusivo e necessario ad un lavoro di grande respiro, che si è dipanato nel tempo e nello spazio coi suoi live enusiasmanti e che, in qualche modo, non poteva semplicemente esaurirsi quando l'ultimo dei tecnici si accendeva una sigaretta.

È come se - dal debutto di Guerriero ad oggi – Marco avesse dato vita a un evento artistico unico e ininterrotto e voglia salutarci con questo “finale” malinconico, ma senza vera tristezza: finisce una vicenda e un'altra ne potrà iniziare.

Quello che rimane, solida e inattaccabile, è la sempre maggiore focalizzazione dello stile di Marco Mengoni: eleganza, cura estrema del particolare sonoro, uso della voce sempre più scolpito, quasi tagliente nella sua nitidezza, mix di acustico e di elettronico.
 

Sai Che non è né più né meno che una canzone d'amore, come da millenni se ne scrivono. Presenta, anzi, la più classica delle motivazioni amorose, quella di far tornare la persona amata ripercorrendo i momenti più belli della storia, riassaporandone ogni istante, facendola rivivere in modo da poterla riallacciare in futuro.

Questa “lettera in musica” si muove sul doppio binario della voce che canta su due ottave diverse: quella più bassa, intensa, evocativa, e quella più alta volatile, eterea, che si perde nel cielo dei paesaggi ricordati e rimpianti.

Marco qui realizza un vero uso “grafico” della voce: non c'è un punto della canzone in cui le due linee siano esattamente allo stesso volume.
All'inizio prevale la parte bassa dell'ottava, quella più dolente. Chiama il suo amore perduto e racconta come sia tornato nei luoghi in cui sono stati felici insieme: la parte più alta è come un'eco, un riverbero della felicità di allora. Poi torna alla realtà ed esprime chiaramente il suo dolore e la speranza che un giorno possano tornare insieme: la parte alta della voce viene avanti, è più solida, si materializza.
Marco disegna, dipinge, inquadra, usa lo sfuocato, zooma, taglia...insomma, crea continuamente portando chi ascolta esattamente al centro della vicenda, sperando e disperando insieme con lui.

La parte strumentale alterna a sua volta questi due momenti, di ricordo e di desiderio, di malinconia  e di urgenza di toccarsi e respirarsi di nuovo, attraverso la chitarra acustica ed il pianoforte inizialmente, che poi virano sull'elettrico mentre le percussioni e le tastiere elettroniche danno al brano il necessario spessore emotivo.
Il ritmo è esattamente quello di chi cammina perso nei propri pensieri: non veloce, ma continuo e sempre fluido.

Cosa ci dà Marco Mengoni con Sai Che? Cosa aggiunge alla ricca esperienza di Parole in Circolo, che non avesse ancora espresso completamente?
È molto semplice: un'altra bellissima canzone.

read more "Sai Che, un gesto artistico multiforme"

lunedì 21 dicembre 2015


di M LaMarghe Laurenti

In una delle sue prime interviste, alla domanda su quale dei due Beatles lo ispirasse maggiormente Marco Mengoni rispose, con un sorriso dei suoi: «Tutti si aspettano che io dica John Lennon, ma io dico Paul Mc Cartney». Una dichiarazione che conteneva già una bella dose di insofferenza nei confronti dell'ampia schiera di etichettatori che lo attendeva al varco. 

Marco Mengoni nel corso dell'intervista rilasciata a Radio Italia

Permettersi il diritto di scegliere, di sperimentare, ma anche darsi la libertà di divertire e coinvolgere un pubblico vasto quanto il mondo, questo era il futuro artistico che sognava Marco allora e che oggi, con l'uscita del suo ultimo album, può sentire saldo nelle sue mani. 

La seconda parte del progetto che lo ha impegnato nell'ultimo anno, iniziato con #ParoleInCircolo e concluso con #LeCoseCheNonHo, non delimita, in realtà, un arco di tempo. È una raccolta di momenti di vita tradotti in musica che non ha un inizio ed una fine ben precisi, così come non ha limiti la vena creativa di un artista. 
Ascoltando in sequenza i due album si avverte, però, una focalizzazione sempre più netta delle soluzioni musicali, quasi un estremizzarsi - nel secondo disco - delle proposte offerte dal primo. 

Non deve stupire di trovare una maggiore presenza autorale di Mengoni non solo nei testi o nelle melodie, ma in quasi tutti gli arrangiamenti e le elaborazioni elettroniche. L'eclettico artista cresce insieme alla sua opera: corregge qualche ingenuità interpretativa, coltiva la sua portentosa vena ritmica, si diverte ad impiantare una canzone “semplice” - voce e chitarra o voce e piano – per poi allargarne quasi all'infinito le dimensioni con una rincorsa di fiati e mille piccole pennellate vocali. 

E dato che pensare i due lavori in successione temporale sarebbe un limite (e quindi fuori dall'ottica mengoniana) è nel secondo che troviamo Parole in circolo, il brano che dà il titolo alla prima playlist e all'intero progetto, il suo “manifesto”, come lo chiama lo stesso Marco. 

In un oceano di suggestioni musicali in cui l'artista ha nuotato sin da piccolo (e che ha raccontato in modo affettuoso e geniale durante il suo ultimo tour), le parole, le sue parole, quelle da scrivere e a cui legare la musica sembravano inizialmente delle isole dall'attracco un po' difficile. Non sono bestie facili da domare, le parole, e poi con certi ritmi, soprattutto quelli più sciolti e divertenti, diventano quasi scogli da evitare. 
Il mondo del musicista è liquido, continuo, dove una cosa si innesta nell'altra in modo naturale. È illimitato perchè si possono sovrapporre suoni all'infinito per creare l'effetto voluto. Quello del paroliere è molto più rigido, schematico, anche facendo ricorso alla poesia. Esprimere un'idea all'interno di un certo numero di battute non è facile: mentre la musica corre libera, le parole hanno bisogno di scarpe. 

Marco sta trovando la sua maniera di navigare usando come bussola il suo strumento personale: la voce
La usa in modo sempre più consapevole, donando al testo una vitalità musicale sempre più spiccata, sincopando come solo un'anima jazz può fare, fraseggiando diversamente in ogni brano e creando dei vuoti improvvisi tra una parola e l'altra che rendono più prezioso il seguito dell'ascolto. 

#LeCoseCheNonHo è vario, ricco, pieno di sorprese eppure scorrevole come era #ParoleInCircolo, in cui prevaleva la morbidezza vocale e l'omogeneità della tessitura strumentale. In questa seconda parte gli sfondi si avvicinano ed ogni suono reclama l'attenzione. Le collaborazioni divengono più esplicite fino ad avere – per la prima volta nella discografia di Mengoni – la presenza di un'altra voce, quella di Giuliano Sangiorgi, nel brano da lui firmato. 
L'unico brano in inglese, scritto da Sia Furler, è reso da Marco con una così intensa partecipazione da renderlo impensabile cantato da chiunque altro

Quanto 1UNO/di2DUE era complessivamente raffinato e vocalmente equilibrato, 2DUE/di2DUE è speziato e sorprendente. Come dice nella sua canzone-manifesto, Marco si sente libero anche di gridare e di rappare per esprimere l'urgenza di salvaguardare la sua capacità di amare, di dirne quattro a chi resta indifferente o di far trattenere qualcosa di indefinito tra le dita di chi ricorda un amore passato. Quindi autore, interprete e regista di mille situazioni diverse, tante quante sono quelle della vita che un giovane artista si trova a percorrere. 

Tra qualche mese tutto l'intero progetto ParoleInCircolo suonerà live nell'attesissimo tour che Mengoni terrà in primavera. 

Come dice Marco stesso nelle note di #LeCoseCheNonHo: «Sempre in continua ricerca di qualcosa. In movimento e in mutamento di me stesso e di ciò che mi sta intorno». 
E anche questa frase è già musica.
read more "La quadratura del Circolo"

lunedì 14 settembre 2015


Proprio un anno fa, il 14 settembre 2014, comiciava una nuova, bellissima avventura segnata da colorate parole in circolo che, con la musica o con un hashtag, ci hanno regalato 365 giorni di magia


È cominciata con un punto giallo, un vortice di emozioni – e anche un po' di follia – che ci ha spalancato la porta di una bellissima caccia al tesoro, segnata dai fori di una cover che si svelava lentamente e da indizi disseminati sui social, che fossero foto su instagram o hashtag lanciati su twitter...

#8suoniper3colori #dovenasconoleidee e poi la app, ovvero tutto il “mengomondo” social da tenere in tasca: dalla app, Marco ci ha parlato della sua musica, ci ha coinvolti in mille giochi divertenti (e chi se la scorda più la famosa telefonata!), ci ha svelato il calendario del tour, ci ha portati nella realtà aumentata dei suoi video proiettati su pagine di giornale o ticket dei concerti...
Dalla app, insomma, abbiamo iniziato a seguire le tracce di #quellochesarà fino a quel #keepthesecret che ci avrebbe portato il primo dei magnifici regali di questo anno mengoniano: Guerriero, “vinceremo contro tutti e resteremo in piedi”.

Ancora non sapevamo che queste sarebbero state parole profetiche. Perché, a voler guardare cosa è successo nei mesi successivi, è stato proprio così: abbiamo (Marco+Esercito) vinto tutto e adesso siamo qui, in piedi, anzi, in punta di piedi, a cercar di volare fino al prossimo appuntamento, fino al prossimo singolo, fino al prossimo disco, fino al prossimo tour, lì dove si vola per davvero.


#MengoniallaStatale, #Guerriero, #MengoniRealTime, #BuonCompleannoMarcoMengoni, e si arriva a brindare al nuovo anno con una classifica iTunes che riempie ancora oggi gli occhi di felicità: Guerriero 6° e Se Sei Come Sei 1° nella classifica Top Singoli; Guerriero video 2° nella Top Video; Parole in Circolo, un album ancora non pubblicato, 1° nella Top Album.

Il secondo platino per Guerriero arriva prima dell'uscita di #Paroleincircolo, anticipato dalle card con le frasi di testi che presto avremmo imparato a memoria, briciole di magia che l'8 gennaio diventano la track list di un album che segnerà per davvero il 2015: il 15 gennaio, due giorni dopo la pubblicazione dell'album, nella Top Singoli di iTunes erano presenti 12 degli 11 brani contenuti nella Special Edition. Sì, Guerriero era in calssifica due volte, come singolo (3°) e come estratto (9°).

Interviste, ospitate, il tour instore. In dieci giorni #ParoleInCircoloORO, in quindici #ParoleInCircoloPLATINO, insieme con #GuerrieroTRIPLOPLATINO. Poi, dopo #miePAROLEINCIRCOLO, venne il tempo delle #cosedafare e quel #TEMPOdiMarcoMengoni di incomparabile bellezza.

Vinto il Love Clash di MTV, arriva #ESSERIUMANI e #credonegliESSERIUMANI: il video scalza quello di Guerriero dalla vetta della Video Chart di iTunes e scrive #PAROLEINCIRCOLODOPPIOPLATINO su twitter. 

È già tempo di prove al PalaBam di Mantova.
Il 19 marzo Mengoni è trending topic mondiale mentre tutta l'attenzione si rivolge verso il #MengoniLive2015, tour già da mesi esaurito e pronto al raddoppio della prima data (solo una in più, per decisione dell'artista ché deve tornare in studio).



#MENGONILIVE2015 fa coppia con #MENGONIGAME: lampadine che si accendono su impossibili messaggi whatsup e flash che fanno la coreografia di uno spettacolo premiato da tutta la stampa. Un mese, un mese soltanto che ha sostenuto ancor di più i fan sulle pagine dell'MTV Awards 2015. Ancor di più quando, finito il tour, è arrivato #MENGONIradioitaliaLIVE, con una perfomarce da spettinare tutte le centinaia di migliaia di teste in piazza Duomo
WebNotte a Genova, Il pescatore di Asterischi con Samuele Bersani e siamo già in estate, siamo già a #IoTiAspetto con #MarcoMengoniAtWMA2015: tre i premi in palio, tre i premi conquistati – Superman, Artist Saga e Best Performance.

Tra i premi del 2015, però, ce n'è uno che è davvero speciale. #MengoniAlSenato ci porta all'interno di Palazzo Madama, ad applaudire il “nostro” Marco mentre riceve dalle mani del Presidente Pietro Grasso il riconoscimento più prestigioso, quello all'artista italiano con più “sentiment positivo” in assoluto.

#IoTiAspetto, CocaCola Summer Festival, Wind Music Awards, #EsseriUmaniPLATINO, la conquista della vetta della Top Social Celebrities (Mengoni è stato il più menzionato su Twitter Italia in assoluto), #IotiaspettoRemix e siamo ai giorni nostri, a #ParoleincircoloTRIPLOPLATINO, a #SemplicementeNoi e #Guerriero4Platino, a #lanostraestate e a #IoTiaspettoPLATINO.

Adesso, con Marco fresco vincitore dell'MTV Digital Army 2015, siamo pronti a ricominciare: insieme con lui c'è sempre un nuovo inizio, anche se non ci si è mai fermati... E lo faremo a partire da domani, 15 settembre, quando ci ritroveremo ancora insieme sulle pagine degli MTV EMA 2015 per eleggere, come primo step, il Best Italian Act dell'anno. Che vinca il Migliore: e noi sappiamo bene chi è!


Stay tuned!

read more "Un anno vissuto meravigliosamente "

domenica 2 agosto 2015


Certo che stare dietro ai progetti di Marco Mengoni non è proprio così semplice come possa sembrare!


Ancora di più da quando ha capito - ci sembra che sia tra i primissimi ad averlo fatto - che la musica non va più pensata in termini di "album" o "singolo", bensì in termini di playlist.

Per prima cosa, ha costruito il suo terzo "album", Parole in Circolo, proprio come una playlist, di cui abbiamo avuto già la prima parte (restiamo in attesa della seconda), annunciata dall'unico singolo vero, la bellissima Guerriero, e che è sbarcata sul mercato discografico proprio come una playlist di brani dal diverso sapore, così da poter essere condivisa in tutto ma anche solo in parte nelle playlist personali. 

Da questa playlist, successivamente, sono stati estratti (= condivisi pubblicamente) altri due pezzi, Esseri Umani e Io Ti Aspetto, due canzoni bellissime che, insieme con Guerriero, rappresentano in modo completo il senso dell'intero progetto musicale (almeno per questa prima parte): un lavoro che guarda all'essere umano oggi, così fragile e impaurito dai mille accadimenti con cui bisogna fare i conti ogni giorno, un essere umano che ha le stesse paure e le stesse aspirazioni di tutti, ché non esiste alcun superuomo, ché siamo tutti uguali, e che ha certo il diritto di essere quello che è davvero. Anche quando vuole solo divertirsi un po': si può restare in attesa di giorni migliori, ma nel frattempo perché sprecare anche solo 5 minuti di vita?

Divertimento è la chiave per leggere (secondo chi scrive) anche il progetto Io Ti Aspetto Remix, 12 versioni (più 1) del terzo estratto dall'album, altra playlist da cui scegliere la versione danzereccia che più piace, che più coinvolge. Un disco che non ha supporto fisico, nato proprio come playlist, sorta di divertissement degli artisti che, avendo per le mani un pezzo che si presta ad essere pettinato anche con acconciature non usuali, si lanciano in mille e una sperimentazione.

Sì, in fondo un remix è solo questo: una diversa acconciatura, che si sperimenta con tagli diversi, dal corto (di solito le radio edit sono più corte dell'originale, ma non in questo caso), al lungo (come le extended version), dal riccio al permanentato passando per l'apposizione di extension o da più canoniche meches.

Certo è che si tratta di una operazione che si può fare non solo dietro autorizzazione del "proprietario della capigliatura", ma addirittura solo per sua esplicita volontà: chiunque sia l'artista delle forbici e della spazzola, i "capelli", per così dire, sono dell'autore e quindi suo - e di nessun altro - è il compito di gestire, indirizzare, valutare, confermare ogni singolo intervento.

Trattandosi di acconciature abbastanza fantasiose, è ovvio che si indossano o per esuberanza e passione oppure per specifiche occasioni: un remix è perfetto per la discoteca, da sparare in macchina a tutto volume, per ballare, per avere un break dalla noia quotidiana... Per una passeggiata romantica al tramonto forse è meglio far ricorso a una delle eleganti ballads del progetto originale, quel Parole In Circolo che non stanca mai.

A proposito di elenganza, ci piace annotare qui come proprio l'eleganza, ormai la cifra stilistica di Marco Mengoni, sia proprio la qualità che in ciascuna di queste 12 (+1) versioni remixate viene fuori con maggior forza: il famoso "tunz-tunz" che da sempre connota le versioni radio edit e remix qui è quasi un sottofondo, perché la parte melodica, seppur declinata nei colori dell'elettronica, non cede un sol passo alla parte ritmica, componendo una struttura perfettamente equilibrata con gusto e tanta classe.

Per chiudere, ricordiamo i nomi dei deejay presenti nella playlist Io Ti Aspetto Remix: Dj Ross, Max Savietto, Tommy Vee, Mauro Ferrucci, Keller, Edo Marani, The ReLoud, The Grizzly Brothers, KeeJay Freak e, per la versione ghost track nella App Marco Mengoni, Dj Tess.

Io Ti Aspetto Remix è disponibile su: iTunes, Google Play, Amazon, Spotify, Deezer.

Stay tuned!
read more "Tutti i tagli Remix per Io Ti Aspetto"

martedì 28 aprile 2015


L'App Marco Mengoni è diventata in 24 ore la protagonista delle comunicazioni ufficiali che riguardano l'ormai prossimo Mengoni Live 2015. Un motivo ci sarà: noi ancora non lo sappiamo ma possiamo provare a ragionarci su.

Dal numero di tweet e post a firma dello Staff e dalle parole dell'artista («per essere protagonisti ai miei concerti servirà anche l'App, vi basta scaricarla», ha detto nel corso dell'ultima intervista a Radio Norba), si intuisce che la casa dove nascono le idee avrà un ruolo importante nel corso del #MengoniLive2015

Sappiamo che questa app, innovativa sotto ogni punto di vista, consente la comunicazione sia da Marco ai fan, sia dai fan a Marco, cosa che abbiamo trovato entusiasmante fin da subito. E visto che adesso lo slogan è "Al MengoniLive2015 il protagonista sarai anche tu", diciamo che si può supporre che verrà utilizzata la parte che mette in comunicazione noi fan con Marco.

Come?
Dovremo stare attenti alla app invece che al concerto?
Indubbiamente questa ci sembra un'ipotesi da scartare, visto che nessun artista vorrebbe trovarsi di fronte una folla di fan "distratti". È più plausibile che ci verrà chiesta una interazione in momenti ben precisi, chissà se durante lo spettacolo o forse anche prima (le code sono lunghe e piene di momenti di "stanca").

Che tipo di interazione? Ah, saperlo!
Però è vero che adesso la app si apre sulla sezione Live, con avviso golosissimo: "entra qui e rendi il tuo concerto unico!". Se "unico" vuol dire "irripetibile", vuol dire che sarà qualcosa di importante e a quanto pare semplicissimo, perché adesso cliccando su questo grigio "ansiogeno" si arriva solo a un ancora più ansiogeno countdown... Quindi, tutto quello che sarà, sarà possibile forse con un solo tap sul grigio.





Altro fatto su cui vogliamo speculare è il #MengoniGame, all'interno della sezione Parole In Circolo.

Visto che non ci si arriva così facilmente, è possibile che si tratti esattamente di quello che sembra: un gioco. Avendo imparato a inaspettarci di tutto quando si tratta di Marco Mengoni, ci sembra estremamente difficile che possa trattarsi di un "Mengoni Crush Saga", di un "Bubble Marco Adventure" o di un "Collapse Mad King"! In ogni caso, un gioco (che si tratti del gioco dell'oca o di risiko o di monopoli) ha sempre un percorso, un punteggio (?), un premio in palio. E se questo gioco sta su una app gratuita, certo i premi in palio non potranno essere per un solo vincitore, né per pochi.

Insomma, sia come sia, intanto noi la app l'abbiamo, tutta aggiornata. Sia quel che sia, ma è certo che se riguarda Mengoni ci sarà solo da divertirsi. E volete vedere che si tratta di un divertimento per tutti quanti insieme? Quel We Are One targato 2013 continua a ronzarci in testa...

Stay Tuned!


read more "Con l'app siamo apposto!"

domenica 18 gennaio 2015

di M LaMarghe Laurenti

[...] Questo uno di due, il primo step di un progetto in continuo divenire, ha di Mengoni l'eclettismo e l'eleganza, l'irrequietezza del giovane di 26 anni e la maturità di chi ha sudato su ogni passo del proprio cammino [...]


  
Parole in Circolo è il titolo – decisamente esplicito – con il quale Marco Mengoni ha voluto dare la soluzione ancora prima di presentare l'enigma che ogni manifestazione artistica rappresenta. 
 
Nelle numerose interviste seguite all'uscita del suo nuovo album, il musicista spiega che a questo punto del suo percorso ha sentito il bisogno di lavorare maggiormente sui testi per raccontare di più e trasmettere con maggiore sviluppo le sue emozioni rispetto al passato. 
E questo è sicuramente vero anche se, come sempre, l'artista nella sua opera si rivela e si nasconde, si mostra sì, ma attraverso trucchi e maschere. 

Il testo di una canzone è un po' come la fotografia di una persona o il disegno della pianta di un edificio, ovvero un elemento di ottima fattura, già interessante se a realizzarlo è una mano sapiente, ma rimane statico, inerte senza l'effetto vitalizzante della musica che lo cambia e lo completa allo stesso tempo: le parole vanno veramente in circolo, diventano parte di chi le ascolta, entrano in lui fisicamente solo attraverso la voce. Così smettono di essere segni e diventano suoni. 

La voce è quella parte invisibile di noi che ci caratterizza profondamente e ci sfugge al tempo stesso. Nessuno può “sentire” la propria voce come la percepiscono gli altri, esattamente come l'immagine che di noi rende lo specchio ha il vizio di essere rovesciata rispetto alla realtà. Lavorare sulla propria voce vuol dire scendere nei nostri abissi, capire da dove arriva la nostra allegria, cosa ci commuove, cosa ci fa gridare e mormorare parole smozzicate nel sonno. Non è facile, e ci vuole molto tempo. 

Marco Mengoni - ragazzo giovanissimo con una voce incredibile per estensione, limpidezza, intonazione, consistenza - ha dovuto faticare immensamente per conoscerla e domarla, allontanandosi dalle trappole del sensazionalismo e trovando i canali giusti per esprimesi pienamente attraverso di essa, non solo sul piano superficiale della bravura, bensì su quello più denso della creazione musicale, dell'impronta dell'artista vero. Infatti, avere una voce “bella” o “brutta” non è così fondamentale per fare il cantante se si sanno veicolare delle emozioni intense (e da Bob Dylan a Vasco Rossi, da Maria Callas a Gianna Nannini gli esempi si sprecano), ma quando la voce più che bella è spettacolare, incantevole, dotata quasi di vita propria rispetto alla persona da cui arriva, può diventare una trappola mortale per un artista. Se ne può diventare schiavi, come un'attrice della propria bellezza, entrando nel labirinto di un ruolo da cui molti sono stati spezzati. 


Questo uno di due, il primo step di un progetto in continuo divenire, ha di Mengoni l'eclettismo e l'eleganza, l'irrequietezza del giovane di 26 anni e la maturità di chi ha sudato su ogni passo del proprio cammino. È frutto di un lavoro minuzioso, certosino

Marco dichiara di essere intervenuto anche 180 volte su una sola traccia, ma nessuno degli intervistatori di turno ha fatto un commento in proposito. Per arrivare al risultato di 180 interventi su un pezzo vuol dire che ogni dieci secondi di quel brano sono stati riascoltati e modificati almeno una ventina di volte ciascuno, un lavoro incredibile. Come se uno chef per arrivare al sapore perfetto buttasse tutto e ricominciasse 500 volte. 
Ogni suono è stato calibrato rispetto agli altri per ottenere l'esatto effetto voluto da Marco e dal suo produttore Michele Canova. Il risultato è tale che se in Guerriero si sente il soffio del vento, lo scalpitare dei cavalli, cento voci diverse che si intrecciano (incise da Marco su ottave diverse, in modo da sembrare un coro misto di uomini e donne ); se in Io Ti Aspetto il cantato è elegante e preciso come un bisturi dal manico di madreperla - ben diverso dall'intenzione diretta e coinvolgente di Esseri Umani - è perché Marco è saldamente alla guida del suo io vocale/musicale

Ascoltare Parole in Circolo significa salire su di un veicolo (astronave, carrozza, vascello, deltaplano...) progettato, realizzato e condotto da Marco Mengoni, che si è avvalso certamente di vari ed illustri collaboratori, ma che ha dato un'impronta assolutamente personale ad ogni minimo particolare. È un album molto più omogeneo dei precedenti, che scorre quasi senza soluzione di continuità da un brano all'altro nelle modalità di un pop a volte più melodico, a volte più ironicamente stuzzicante ma sempre di grande eleganza. 

Come enunciarono i pionieri del design industriale del xx secolo: la gente, tutta la gente, ha diritto di avere nella propria quotidianità la stessa bellezza cui nei secoli precedenti avevano diritto solo le classi agiate. Anzi, tanto maggiore è la diffusione di un prodotto, tanto più meticolosa ed accurata deve esserne la progettazione. Marco, per dirla in metafora, ha realizzato per questa sua playlist una serie di brani sì molto "indossabili”, ma curati in ogni dettaglio. Ad esempio, è straordinario come gli strumenti acustici e l'elettronica si fondano in una tensione anche molto “visuale”: certi sfondi, le atmosfere, i mood che solo l'elettronica può realizzare si sposano con la chiarezza di un arpeggio di chitarra, nitido, quasi solido nella sua matericità. Così Marco Mengoni firma una “collezione” che ha tutta la genialità e la cura dei particolari del vero Made in Italy, ma con un respiro internazionale che le assicura un grande futuro. 

Il due di due è ancora in viaggio e sicuramente porterà altri suoni ed altre atmosfere. Forse piatti dai gusti più decisi, profumati con spezie di altri continenti... Parole in Circolo parte uno è un album pop di altissimo livello, inventato, pensato, realizzato e “suonato con la voce” da un artista che ha tutto il tempo e le qualità per stupirci ancora in mille modi diversi.

read more "La forza del Guerriero"

mercoledì 14 gennaio 2015

di Emilia Gatti 

«Le parole sono pesanti», dice Marco Mengoni parlando del suo ultimo disco, Parole In Circolo (uno di due). Ha ragione, noi lo abbiamo sempre saputo che le parole sono pietre, e come tali possono essere usate per lapidare o per costruire. In questo caso, ascoltando il cd dell'artista, possiamo dire a ragion veduta che le parole sono mattoni. E Mengoni ci costruisce un mondo tutto nuovo

La copertina di Parole in Circolo (1/2) di Marco Mengoni

Folgorati da Guerriero, perfetto connubio di parole e musiche, avevamo molte aspettative per Parole In Circolo. E dopo averlo ascoltato una sola volta ci siamo ritrovati stupiti (ancora!) dal fatto che quello che abbiamo avuto non è quello che ci aspettavamo, ma molto di più. 

Parole pesanti, mai taglienti anche se spruzzate qui e là di acido, che si accompagnano a musiche leggiadre, frizzanti, soavi, ma sempre eleganti. E tutto un progetto in divenire che giorno dopo giorno svela la sua grandezza, la sua spinta innovativa che ci fa ragionare su molte cose, a cominciare dal fatto che un artista così proiettato verso il futuro forse l'Italia non lo ha mai avuto. 

«Le parole sono pesanti», dice Marco Mengoni rispondendo alle domande dei giornalisti, e chissà se è per questo che di parole lì sulla carta stampata oppure tra quelle degli speaker radiofonici abbiamo letto/ascoltato solo quelle di Mengoni. Forse perché c'è troppo da dire? Forse perché ancora non c'è la visione complessiva del progetto? Forse perché non ci si può sperticare in complimenti perché non usa per un giovane “ex talent”? Mah... Noi siamo fan, non abbiamo un canone da rispettare, possiamo sbagliare senza essere crocifissi, e abbiamo il tempo per approfondire l'argomento. A cominciare dal “progetto”. 

Progetto che vede in un unicum stile/fruizione/tecnologia/musica. Mengoni si è caricato del ruolo di icona – e visto che lo è davvero, la sua non è neanche una scelta, ma piuttosto un'espressione naturale – e in quanto tale detta e anticipa la moda (dal pantalone arrotolato sulle caviglie che gli conosciamo da tre anni ai colori "impensabili" come il giallo puro), scegliendo di lavorare sull'immagine (abbigliamento e grafica) in modo assolutamente innovativo: tanto per fare un esempio, il suo booklet, pur essendo stampato su carta, dà la sensazione del movimento grazie a una grafica in stile 3D

E visto che parliamo di movimento, ecco che ci troviamo nelle mani la sua app, flusso di informazioni a doppio senso di circolazione (mai vista una uguale prima di adesso), che si va riempendo di contenuti che aprono, oltre che nuove “stanze”, nuove vie di fruizione musicale (cosa sarà mai tutta la sezione ghost track?). Fruizione musicale che già si colora di nuovo quando il musicista annuncia “[...] questo potrebbe essere uno dei miei ultimi cd fisici, di plastica [...]” e scegliendo di rivolgersi a Parole in Circolo - 1/2 come a una prima playlist, in attesa che le emozioni del suo tour 2015 gli ispirino il sound di quel Parole in Circolo 2/2 che ci verrà offerto, a quanto pare, entro l'anno. E se così fosse? E se Mengoni stesse preparando il mercato a questa nuova rivoluzione/evoluzione? E se questo “ex talent” fosse il primo a scegliere di pubblicare playlist al posto di dischi, playlist che si arricchiscono di nuove canzoni tutte le volte che un brano viene finito, viene modificato, riarrangiato, rimodellato?

(Riflessione da fan: l'idea che questa rivoluzione sia stata approvata e che venga sostenuta dalla Major tra le major discografiche ci rende limpido il “peso specifico” di questo artista nell'ambito della discografia nazionale... e forse un po' di più.



Nuovo. Un mondo tutto nuovo. Che si muove sui quattro elementi di filosofica memoria: terra, aria, fuoco, acqua. Platone e Empedocle ci scuseranno per l'accostamento, ma... ma noi siamo fan, ce lo possiamo concedere! 

Cominciamo dall'aria, dalla musica, intesa qui proprio come prodotto degli strumenti musicali. Che si tratti di sintetizzatori o di un classico pianoforte poco importa, perché l'eleganza del risultato è così piena che non c'è differenza alcuna. Abbiamo ascoltato brani sostanziati solo da tastiere e brani che contengono oltre 160 tracce sonore (la maggior parte elettroniche), il tutto messo insieme in modo delicato e forte nello stesso tempo. Come l'aria, che soffia sul viso la brezza di una sera estiva o il vento tagliente di un temporale autunnale. Ci sono nuvole leggere di archi a fare più blu – per contrasto – il cielo infinito di questo disco; ci sono soffi di neve che cadono per dare più calore al nostro inverno; ci sono aliti di scirocco che sottolineano quel deserto di umanità in cui rischiamo di insabbiarci. Tutto con la stessa leggerezza (che è più trasparenza, non certo fragilità) di una giornata chiara in cui ci si attarda per una passeggiata primaverile sotto il sole. Leggerezza, sì, ma mai volo inteso come perdita di contatto con la terra. 

E se l'armonia è aria, la ritmica è terra, è materia, è onda sonora concreta che ti investe e ti sposta. Fisicamente. Grancassa di batteria e effetti elettronici che sanno di selvaggio, di piedi nudi su roccia e sassi, di contatto fisico con una realtà che è da ballare o da abbracciare; da tenere stretta o da offrire, così come si offre un dono. E se è facile pensare a Io Ti Aspetto, Come Un Attimo Fa ed È Per Questo, vi invitiamo ad ascoltare Esseri Umani, introdotto da quella nuvola leggerissima del pianoforte e poi tradotto in realtà, in “cosa possibile” dal battito che segna la coda del brano, quello che ripete come un mantra “amore è amore e amore ha vinto, vince e vincerà”. Eccoli qui i brividi, eccola qui la matericità dell'onda sonora che ci investe e che ci sposta. E non solo fisicamente. 

Onde sonore “pesanti”, pesanti come le parole delle liriche. Che sono il fuoco di questo Parole in Circolo. Non c'è uno solo dei dieci testi che non vada ascoltato, letto con attenzione. Perché qui non c'è solo la bella canzone, la bella poesia. Guerriero non è solo una canzone d'amore. Se Io Fossi Te non è solo una favola. L'argomento trattato, affrontato da 10 angolazioni diverse è sì l'amore, ma è quello con la maiuscola. È l'Amore degli umani, è Rispetto. È Libertà. Ed è rispetto (chiesto e offerto) per la libertà, propria così come per quella altrui. 
Se un paio di anni fa We Are One è stato solo un hashtag, oggi è un sentimento che cresce sempre più vigoroso, seminato e innaffiato dall'onestà del musicista

Acqua come il suono della voce che è il portale unico-e-solo per questo mondo. Suono come acqua perchè tutto permea, tutto travolge, tutto riempie e niente la può comprimere. Acqua che scorre, che si muove – e che muove - sempre, anche quando sembra ferma. 
Specchio d'acqua che sotto il sole delle emozioni completa l'aria, onda su cui riflettono fulmini, marea che sposta la terra. E che dalla terra, dissetata, si sposta in una nuvola, per poi piovere giù. Ma è come se piovesse all'insù, perché questa pioggia sembra sgorgare dalla parte più interna e più intima di chi la ascolta. Una voce che con Parole In Circolo parla, osando, di Amore Universale. Una voce che si fa ascoltare, diventando inattesa speranza per i cuori più giovani, dichiarazione d'onestà per i cuori meno giovani. 

In ogni caso, non c'è nulla da temere, ché quel batticuore, quel sorriso, quella gioia nata senza neanche sapere perché non può far male. In fondo, sono solo canzoni.
read more "Parole e suoni per un mondo tutto nuovo"

martedì 6 gennaio 2015

Parole in Circolo - Making of. Ovvero: tutto quello che si cela dietro la "costruzione" di un disco. Ma c'è molto di più, come ci racconta la clip n. 3.


Dopo aver visto l'arrivo a Los Angeles, lo studio di registrazione, l'incontro con i musicisti (clip n. 1); dopo aver visto le prime fasi di lavorazione, con la registrazione della voce (clip n. 2); ecco che Marco Mengoni offre nella clip n.3 la parte fino a ora più preziosa del suo lavoro backstage: se stesso, il suo mondo ben diviso tra pubblico e privato

E questo è davvero un regalo immenso, perché ci dà modo di conoscere un po' Marco-persona, l'uomo lontano dalle telecamere, quello "quotidiano", quello che nessuno (a parte i suoi parenti e i suoi amici più intimi) conoscerà mai: Marco ci ha fatto vedere con i suoi occhi quello che lui ha visto, dall'Hard Rock Café alle pale eoliche nell'interland losengelino, dagli scaffali del supermercato fino alle immense highways, percorse con lo spirito della gita, con tanto di rifornimento "fai da te" e pulizia dei vetri.

La clip è un riassunto della vita dell'artista, quella che di solito non si racconta, e che è fatta di privato e di pubblico insieme, tutto mescolato di continuo. 


La prima parte ha come protagonista Mengoni-pubblico, che parla della sua musica, del suo lavoro, del suo continuo confrontarsi con altre persone da un punto di vista professionale. Ma "il confronto è libertà, perché è così che si oltrepassano i propri limiti". 

Infatti, la telecamera oltrepassa il limite consentito ai fan, e si sposta su Mengoni-privato, quel ragazzo che si concede una gita insieme con un paio di amici al solo scopo di godersi una giornata normale, visitando un parco naturalistico ("che è veramente enorme, più grande di Villa Ada, diciamo..."), giocando senza maschera alcuna, tanto da ammettere che avevano finito per perdersi ("c'è pure scritto: LOST")




Marco che gioca a fare il selvaggio, la cugina Iaia e la compagna d'avventure Marta che lo guardano complici e divertite... Poi il ritorno al lavoro, con lo sguardo serio e infinito di Marco sul suo futuro.

Futuro che è fatto di lavoro. C'è tempo per un'ultima battuta, un ultimo lazzo arguto ("Tutto si crea, tutto si distrugge, niente si trasforma") prima di tornare a essere il "Signor Mengoni", la faccia da fotografare e stampare in ogni minima espressione glamour possibile. 

Per lavoro, solo per lavoro.

Ora si resta in attesa dell'ultima clip, la quarta, che verrà messa in onda su Real Time alle 21.05 di domenica 11 gennaio


Cosa ci riserverà di ancora più prezioso il nostro musicista?

Stay tuned!

 
read more "La differenza tra pubblico e privato"

giovedì 18 dicembre 2014



Parole In Circolo – Making Of
Quattro appuntamenti dedicati da Real Time al prossimo disco di Marco Mengoni


La notizia, così come la leggiamo, ci ha fatto balzare sulla sedia. Perché di solito, per quanto ci ricordiamo, i “making of” vengono sì pubblicati (in forma di video, film, documentari, a volte anche libri), ma sempre dopo l'uscita del disco. Diciamolo: normalmente sono operazioni celebrative legate a un prodotto musicale di grande successo, messi in vendita per continuare a cavalcare l'onda perfetta. 

Marco Mengoni, invece, la pensa diversamente. Anzi, ci sembra che invece di pensare – come fanno tutti – in prima persona singolare (io), l'artista laziale pensi in prima persona plurale, NOI. Così, dopo aver fornito gratuitamente a tutti i suoi fan un nuovo fan club tecnologicamente avanzato, la sua app (gratuita e bellissima!), la casa #DoveNasconoLeIdee come lui stesso l'ha presentata, ecco che sembra volerci far partecipi del suo lavoro, mettendoci a disposizione tutta la fase di lavorazione di un disco che già ci appartiene e che man mano che verranno trasmesse le quattro puntate di questo speciale sarà sempre più NOSTRO

Un Artista trasparente. Perché non c'è trucco né inganno: è tutto a disposizione, gratuitamente, ché Real Time, il canale televisivo che trasmetterà in quattro parti questo Making of, è un canale presente sul digitale terrestre, quindi senza bisogno di abbonamento. 

#SemplicementeNOI è stato un hashtag lanciato dal musicista qualche mese fa. Più trascorrono i giorni, più ne capiamo il senso e più ci accorgiamo di quanto immenso sia il suo modo di farci sentire davvero parte del suo progetto. Un progetto che nasce certo da una esigenza personale, quella di esprimersi in musica, ma che è pensato proprio per chi lo vorrà ascoltare, per chiunque voglia entrare a far parte del suo mondo. 

Un mondo che è fatto di note e che usa tutta la tecnologia più nuova per farci sentire protagonisti, come se fossimo sempre sotto al suo palcoscenico a cantare e ballare e ridere e scherzare insieme con lui. Insieme


Parole In Circolo – Making Of 
su Real Time 
canale 31 del digitale terrestre 
alle 21,05 
domenica 21 e 28 dicembre 2014; 4 e 11 gennaio 2015
read more "Un Making Of che sorprende in anticipo"

lunedì 8 dicembre 2014



Amazon, iTunes, IBS, Feltrinelli, Mondadori, Mediaworld... Marco Mengoni, si potrebbe riassumere, una ne pensa e cento ne fa! E visto che ogni cosa ha un suo posto e un suo perché, proviamo a capire cosa, quando, dove e come. 



Il prossimo 13 gennaio uscirà Parole in Circolo, il nuovo disco di inediti firmato Marco Mengoni, prima parte di un progetto in divenire la cui consistenza comincia ad essere concreta. Marco, infatti, ha pensato bene di diversificare l'offerta della sua musica, mettendo a disposizione dei fan tutta una serie di possibilità e soluzioni così da soddisfare ogni tipo di richiesta, sia per quanto riguarda il formato che per quanto riguarda il prezzo. 

Cominciamo dal più semplice, ovvero iTunes (acquisto con carta di credito/postapay o con iTunes Card). 
Preordinando adesso il cd in formato mp3 (quello che da sempre fornisce la piattaforma musicale apple), al costo di € 8,90 si avrà: 
1) il cd Parole In Circolo virtuale (in formato mp3, appunto); 
2) l'anticipazione di 1 traccia scaricabile già dal 1° gennaio 2015; 
3) al posto della solita track list, un messaggio personalizzato (al posto dei titoli dei singoli brani, un pensiero dell'autore). 

Su IBS.it (acquisto con carta di credito/postapay UPDATE e anche contrassegno ) ci troviamo davanti una doppia soluzione: 
1) il cd fisico Parole In Circolo a € 13,44 (i primi 300 ad effettuare il preorder si vedranno recapitare il cd autografato); 
2) il disco Parole In Circolo in vinile, il 33 giri che suona sul giradischi, al prezzo di € 17,60 

Il ventaglio di opzioni si amplia con Amazon (acquisto con carta di credito/postapay): 
1) il cd fisico Parole In Circolo a € 13,99 
UPDATE > 2) il cd fisico Parole In Circolo + il singolo Guerriero versione picture disc (un 45 giri colorato che suona sul giradischi) al prezzo speciale di € 14,99 fino a esaurimento scorte del picture disc) 
3) il singolo Guerriero versione picture disc a € 13,99 
4) il disco Parole In Circolo in vinile, il 33 giri che suona sul giradischi, al prezzo di € 19,56 

Per quanto riguarda i preordini nei negozi Feltrinelli (cd Parole In Circolo + dvd del singolo Guerriero) e Mediaworld non c'è link da cliccare, ma solo un negozio da raggiungere: effettuando la prenotazione del disco fisico Parole in Circolo, al momento dell'acquisto si riceverà in omaggio un poster. UPDATE > Per Mondadori,invece, oltre che la prenotazione e l'acquisto in negozio, c'è anche la prenotazione on line.

Stay Tuned!


read more "Tutti i modi per preordinare Parole In Circolo"