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giovedì 31 maggio 2012

 

L'anteprima in esclusiva dell'articolo
in edicola il porssimo 8 giugno

Vivessere,
magazine “giovane” di edicola
ma molto interessante
per stile e contenuti,
nel prossimo numero
in edicola l'8 giugno
pubblica un'intervista
con
Marco Mengoni
di cui abbiamo il privilegio
di potervi dare
una piccola anticipazione


Con il titolo Marco Mengoni - Da Re Matto a Superman dritto Dall'Inferno: i mille volti di un artista, ecco l'anteprima dell'intervista concessa al mensile solo pochi giorni fa, quando Marco “gentilissimo e molto disponibile” ha raccontato alla giornalista Questo tour si può definire quasi un viaggio al contrario, un ritorno alle origini...”, ricollegandosi quindi a quanto raccontato ad ogni tappa del fortunatissimo tour aperto proprio dal monologo sulla vita al contrario di Woody Allen.

Leggeremo un'intervista in cui Mengoni riassume un po' di quello che è, di quello che noi sappiamo renderlo speciale: “Credo di dare un pezzetto di me in ogni concerto, spettacoli sempre diversi proprio perché sono io là sopra, a volte nervoso, felice, lunatico, ombroso”.

Sì, Marco. Un giovane talento con una band di giovani musicisti – eccezion fatta per i “vecchi” Missio e Norbedo (addirittura trentenni...) - perfetto per fare la conoscenza di un giovane mensile.

Ripetiamo, appuntamento l'8 giugno in edicola. Ricordate di prenotarlo, così non vi troverete di fronte all'esaurito: il magazine è molto trendy e costa solo
1,50!







a sinistra, una foto di Marco Mengoni di Germano Pozzati, foto che non appartiene al corredo fotografico dell'articolo ma che è qui usata per gentile concessione dell'autore






Disclaimer - Vivessere, In oltre 100 pagine racconta la vita di questo nostro paese attraverso le sue eccellenze e le storie delle persone comuni. Vivessere mensile nasce con la voglia di raccontare, senza schieramento politico, questa nostra Italia che sente la mancanza dei giovani e del lavoro, che vive la crisi ma non si arrende ad essa. Ogni mese le storie più affascinanti e le interviste ai personaggi che più amiamo ed abbiamo amato.
Sito internet: http://www.vivessere.it/



a sinistra, la copertina del magazine in edicola il prossimo 8 giugno

read more "In esclusiva, l'anticipazione dell'intervista su Vivessere"

mercoledì 30 maggio 2012

 

Enrico Melozzi: Il futuro di Mengoni
è all'estero, dove il suo talento verrebbe capito



Roma, Gran Teatro, 27 maggio.
Tra i primo e il secondo tempo
del concerto conclusivo
del Tour Teatrale di Marco Mengoni,
abbiamo avvicinato
il Maestro Enrico Melozzi
mentre, chiacchierando
con un gruppo di fans
del protagonista, commentava:
“Marco è un mito,
è incredibile come sa stare
su un palco…”.
Da qui lo spunto
per fargli un paio di domande
.




(nella foto, il Maestro Enrico Melozzi - ph_ Sergio Marcello Gregorat)




Come ha visto Mengoni stasera rispetto allo show di apertura, lo scorso 19 aprile agli Arcimboldi di Milano?
"Molto più sciolto e padrone della situazione, fa mille variazioni, inventa sempre”.

E della band cosa ne pensa?
"Sono musicisti straordinari, una delle migliori band che ho sentito in questo periodo in Italia. Anche la band di Noemi è straordinaria! E che dire di quella di Fiorella Mannoia, è fantastica! Ma sono in quindici a suonare, questi sono solo in sette!”.

Possiamo dire che qui c'è Marco che fa per gli altri otto?
“Eh si!”-

Possiamo affermare allora che è stata raggiunta una dimensione musicale di alto livello?
“Indubbiamente! Si viene per ascoltare della musica, non solo per ascoltare il fenomeno Mengoni”.

Vista la sua esperienza nel mondo della musica, ci può aiutare a comprendere il motivo per cui le radio sembrano ignorare tanto talento?
“Le radio... si sa, passano sempre le stesse canzoni... e poi Marco fa pezzi difficili per il gusto medio... ma alla fine, a noi del gusto medio... ma che ce frega? a lui deve interessare il top del top".

In che senso difficili?
“Il disco di Marco è uno dei più difficili usciti in Italia negli ultimi anni. Non viene recepito a pieno  dal grande pubblico, ma il miracolo sta proprio nel fatto che sento e vedo cantare il pubblico canzoni molto complesse, e questo significa che la gente ha voglia comunque di prodotti sempre più complessi”.

Eppure il grande successo di questi concerti dimostra che il pubblico per Marco c'è in Italia, che qui c’è gente che ha voglia di cose nuove.
“Si, c'è, ma l'ambiente commerciale tende ad ignorarlo e a spingere gente molto più banale di lui, ma di certo questo non deve preoccuparlo. Lui sta a un livello superiore rispetto alla media e in ogni caso il prossimo disco - fossi in lui - lo farei in inglese o in spagnolo: i talenti come lui stanno stretti in Italia". 


Pensa che tutta questa presenza di pubblico possa essere un segnale importante, che possa contribuire ad imporre Mengoni nei circuiti musicali più diffusi?
“Indubbiamente una serie di teatri sold out o quasi è un ottimo segnale. Però, restando con i piedi per terra, il futuro di Marco non lo vedo in Italia. Io lo vedo nei grandi teatri all'estero: lì sì che verrebbe capito pienamente”.


************************************************



Enrico Melozzi in una bella foto di Stellisonica
Un paio di notizie
sul Maestro Enrico Melozzi

Potete leggere un gran bell'articolo che ci racconta chi sia, cosa ha fatto (così da poter avere la più giusta misura per "pesare" le sue parole sul talento del nostro Marco) cliccando questo link che porta sulle pagine del Giulianovanews

 Oppure potete andare a curiosare sulla sua pagina MySpace




Per conoscere al meglio un musicista compositore direttore d'orchestra è sempre buona cosa ascoltare le sue composizioni: qui potrete ascoltare L'Uomo Fiammifero e la Sinfonia Concertante in C minor

E per conoscere il suo gran bel progetto Teatro Valle Bene Comune - di cui questo blog si onora essere socio sostenitore - sfogliate il sito del Teatro Valle Occupato e pensate a quanto possa essere importante un piccolo gesto per fare della Cultura un Bene veramente Comune!


In questo blog, sul Teatro Valle Occupato e su Marco Mengoni al Valle:Musica e incursioni urbane












read more ""I talenti come lui sono stretti in Italia", dice Enrico Melozzi"

sabato 12 maggio 2012

Cristiano Norbedo, al centro, tra Federico Mansutti, a sinistra,
e Federico Missio, a destra

 

 

 

 

 

Dopo aver conosciuto
Federico Missio,
eccoci alla scoperta
di Cristiano Norbedo,

tastierista e co-arrangiatore

per il Tour Teatrale 2012
del nostro Marco Mengoni








Posizionato sul palcoscenico tra i fiati e il fondale, è stato molto più difficile trovarlo con la macchina fotografica che di presenza, laddove si è rivelato persona simpatica ed estremamente gentile (da qui possiamo garantire che le foto, seppur di grande impatto, nn gli rendono affatto giustizia!).
Ma torniamo a noi e alla piccola intervista che ci ha cortesemente concesso.


In questo tour teatrale c'è uno sfoggio di percussioni - dalle nacchere ai tamburi passando per il triangolo - davvero entusiasmante. Senza parlare dell'uso di strumenti desueti per il pop come il contrabasso elettrico... voi arrangiatori da quale idea siete partiti e verso cosa state puntando?
Quando non si pensa troppo alla musica secondo categorie definite qualsiasi mezzo è lecito a suscitare una determinata emozione. Diciamo che la difficoltà e nel contempo lo stimolo alla produzione del live di Marco è consistito nella varietà di approcci richiesti da un repertorio così eterogeneo. A rendere forse particolarmente articolata la trama degli arrangiamenti è stata la sinergia di più mani, oltre a quella di Andrea Rigonat, appunto quella mia e di Federico Missio.
Sicuramente l'intenzione principale è stata quella di conferire al progetto un sound organico, caldo. Si è pensato quindi di lasciare da parte un po' l'elettronica o comunque di contaminarla attraverso la presenza dei fiati o delle percussioni.

Dai toni classici di certi assolo dei fiati a quelli inattesi come il battito di mani per dare il tempo su Rehab. Dove trovi più soddisfazione: nel suono classico delle tastiere o in quello selvaggio di un tamburo?
Ogni momento dello spettacolo ha un suo perché. Lasciare le tastiere per suonare un surdo è quindi ugualmente emozionante, se questo è ciò che la musica in quel momento richiede.

Da musicista, come senti, come vivi il talento - indiscutibile - di un giovane come Mengoni? ti esalta o ti complica il lavoro?
Suonare al fianco di Marco - in quanto grande talento carismatico - rende le cose più facili e segna una chiara direzione a chiunque ne calchi il palco assieme. Quando poi questa energia è particolarmente intensa, l'interazione interna a tutta la band (il così detto interplay) decolla con lui e rende l'esperienza definitivamente eccitante. L'energia che arriva al pubblico passa attraverso di noi anzitutto.

Scheda biografica
Cristiano Norbedo nasce a Trieste il 26 marzo 1981. Già dall'età di 5 anni dimostra una spiccata curiosità verso la musica del papà fisarmonicista e presto inizia a strimpellare su di una tastiera ricevuta in regalo a Natale. Nel 1988 inizia a studiare Pianoforte Classico sotto la guida dell'insegnante Jolanda Fait Calin presso il ricreatorio triestino Pitteri. Dopo quattro anni di studi classici nel 1992 entra nella Scuola di Musica 55, attualmente Casa della Musica di Trieste per frequentare un corso di Pianoforte Moderno. 
Dal 1992 al 2000, sempre all'interno della Scuola 55, frequenta diversi corsi di pianoforte moderno-jazz, tastiere, composizione, arrangiamento e musica d'insieme, tenuti da insegnanti quali Sergio Cimarosti, Franco Vallisneri, Antonella Grusovin, Marco Ballaben, Gabriele Centis, Alessandro Simonetto, Mimmo Rossi, Angelo Comisso e Francesco Contadini. Nel 1996 comincia a suonare in diverse formazioni musicali della scena triestina dando così inizio ad un'attività semiprofessionale come pianista e tastierista. Tra il 1997 e il 1998 attraverso la Scuola 55 collabora con l'emittente televisiva locale TeleQuattro in diverse trasmissioni musicali e di cultura varia. 


Nel 1999 inizia ad avvicinarsi alla composizione e alla produzione musicale.
Dal 2001 inizia un'intensa collaborazione con la cantante Gabriella Scafa con la quale dà vita al duo Live cover-pop GroovySound
Nel 2002 incontra Sergio Portaluri (F. De Andrè, A. Celentano, Ron, 883, Mo-Do, Afrika Bambataa...) dal quale apprende molte nozioni sull'universo della produzione musicale. Fino al 2004 infatti gran parte dell'impegno musicale viene investito nell'apprendimento di tecniche di registrazione in studio, produzione e arrangiamento soprattutto in ambito pop dance. 
Nel gennaio 2004 entra a far parte della cover band triestina Magazzino Commerciale con la quale suona per circa 2 anni, contando più di cento serate in locali e discoteche di tutto il Triveneto. Sempre all'interno della band milita il bassista Francesco Cainero. Tra i due si stabilisce da subito un forte feeling musicale che si manifesta nel duo Lounge Caibedo Island. I due compongono e producono tra il 2004 e il 2008 circa 15 brani editi dalla Warner Chappel Music Italia e rilasciati dalla Moda Music Fashion per un totale di più di quaranta diversi titoli di compilation distribuite il tutto il mondo. Nel 2006 il brano Sensual Bossa - Caibedo Island viene inserito nella compilation lounge di Radio Montecarlo "Love Me 2" riscontrando inoltre numerosi passaggi radiofonici da parte della stessa RMC2. 
Il 2008 segna l'inizio di una stretta collaborazione artistica con il cantante triestino Nathan Maria Radovic. L'interesse comune per la musica elettronica fa sì che i due inizino a realizzare sotto il nome Rash Incantation brani in chiave electro pop sempre editi dalla Warner nonché, nel 2009, un remix dance del singolo Alone di Paola Iezzi. Sempre nel 2009 trascorre alcuni mesi a Londra. Qui entra a far parte della band della cantautrice giapponese Rica Minami (Kuaigora) con la quale registra un ep di brani inediti e suona in svariati festival tra Londra, Brighton e Derby. 
Nel 2010 realizza sempre sotto la firma Rash Incantation i remix dei singoli Pioggia d'estate e Milleluci di Paola&Chiara e nello stesso anno entra nel'organico della Scuola Di Musica Da Capo di Trieste dove attualmente insegna Pianoforte Moderno e Tastiere.
Dal 2011 lavora a stretto contatto con il chitarrista e produttore Andrea Rigonat entrando così a far parte del team Henry Stills Productions. Nell'estate 2011 collabora come assistente alla registrazione delle parti vocali di Elisa per il brano One step away dell'album per il mercato statunitense Steppin' on water e in ottobre realizza alcune parti della pre-produzione per i due concerti della stessa Elisa al Viper Club di Firenze. 
Nel 2012 sempre per la Henry Stills registra le tastiere del brano Distratto scritto da Elisa Toffoli e Roberto Casalino, prodotto da Andrea Rigonat e interpretato da Francesca Michielin, vincitrice della quinta edizione di X-Factor.
Da aprile 2012 è impegnato come co-arrangiatore e sul palco come pianista e tastierista nel tour teatrale SOLO 2.0 di Marco Mengoni.


Pagina di Cristiano Norbedo su MySpace

Intervista con Federico Missio






read more "Parola alle tastiere. Intervista con Cristiano Norbedo"

domenica 22 aprile 2012







Standing ovation agli Arcimboldi
come al Politeama Genovese.
Le prime due date del Tour Teatrale confermano il successo
di Marco Mengoni che, oltre al suo indiscusso talento, può contare
sulle atmosfere musicali generate
dall'arrivo di nuovi musicisti e nuovi arrangiatori.
Tra questi, Federico Missio, musicista
con cui abbiamo scambiato due battute




Ascoltare buona musica, per di più suonata benissimo è davvero un gran piacere. Così, visto che nel nostro mondo mengoniano si sono affacciati nuovi personaggi, proviamo a conoscerli un po' meglio. A cominciare da Federico Missio, sassofonista – ma è un termine riduttivo – e co-arrangiatore delle musiche su cui Marco Mengoni dipinge il suo Tour Teatrale 2012.

Giovane, eppure con una sfilza di premi lunga così (potete leggerli tutti sul suo sito web), di gran carattere musicale, e con alle spalle un disco “in proprio”, 4+1 di cui è stato detto, ad esempio, “Federico Missio presenta un lavoro assolutamente ben curato merito della sua attenzione compositiva e realizzativa, ma anche degli ottimi collaboratori di cui si è circondato (…). Tutti i brani scivolano piacevolmente e sanno disegnare sia atmosfere rarefatte e meditative (...). In tutte le tracce, comunque, la vena compositiva di Missio risulta essere ricca di brillanti intuizioni e di notevole livello per complessità strutturale e per la ricchezza ed l'originalità dei temi. (…) Missio ai sassofoni possiede un suono molto personale e si dimostra particolarmente versatile: agile e fluido col soprano sa anche essere caldo e corposo col tenore (…). Con questo "4+1" siamo di fronte ad un ennesimo esempio di jazz italiano dalle grandissime qualità e potenzialità e di cui, sicuramente, ne sentiremo risonanza anche d'oltre confine”. (Alessandro Carabelli per Jazzitalia)


Approfittando delle mille possibilità di questo mondo virtuale, ci siamo presi la libertà di rivolgergli un paio di domande che qui vi proponiamo.

Prima del Tour Teatrale di Marco Mengoni agli Arcimboldi. Come l'hai vissuta? 

Il concerto all'Arcimboldi è stata una prova piuttosto impegnativa sotto il profilo psicologico per due motivi: l'aspettativa della prima unitamente al prestigio del palco. Tuttavia credo che l'abbiamo affrontata con lo spirito giusto e non ti nascondo che il calore del pubblico ci ha aiutato moltissimo.

L'inciso di Dall'Inferno - armoniosamente caotico - è un passaggio ad altissima densità musicale: l'avete inserito per grande coraggio (giacchè si parla di un concerto 'pop') o con la certezza che il pubblico di giovanissimi può crescere nella musica grazie a questo tipo di apporti di gran classe?

"Io credo che spesso le grosse produzioni commettano l'errore di guardare alla musica secondo rigide categorie, concezioni sclerotizzate, unicamente per timore dell'insuccesso. Io invece penso che l'insuccesso, quantomeno creativo, sia determinato esattamente da questo atteggiamento. Per poter proporre qualcosa non dico di innovativo, ma quantomeno di fresco, godibile sotto il profilo dello show in quanto tale e che abbia una qualche durata nel tempo, bisogna al contrario avere una sincera passione musicale e una visione d'insieme in funzione della quale possa essere lecito qualsiasi mezzo formale. Lavorare così è realmente appassionante, diversamente resta un discorso puramente aziendale e piuttosto triste, che con la musica ha ben poco a che vedere. Andrea Rigonat è un VERO direttore artistico, così per come lo intendo io.. ha appunto questo tipo di talento e io mi trovo assolutamente bene al suo fianco. Umiltà, ma chiarezza di visione, cultura, curiosità... sono fondamentali. Il nostro risultato può piacere o meno, ma noi quantomeno sentiamo di lavorare al tour di Marco con passione e coerenza. In tutto ciò giova moltissimo oltre al lato professionale, a quello umano.


Aggiungiamo che giova moltissimo agli ascoltatori, esperti ma anche no. Perchè la buona musica, anche se non ci si capisce un Sol, si sente. Di pancia.
E per conoscere un po' meglio i “guizzi” eleganti e sinuosi di questo musicista, guizzi anche un po' felini, vi invitiamo ad ascoltare un brano tratto da 4+1

Al prossimo incontro!
read more "Due domande a Federico Missio"