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mercoledì 23 maggio 2012




Ecco l'intervista telefonica di Marco Mengoni 
ai microfoni di  Radio Studio 93



tratto da : http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Cq8o1h5OgVY#!
 
 
E qui i link per acquistare i biglietti per il concerto
di Roma, domenica 27 maggio


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read more "Intervista a Radio Studio93 e biglietteria per Roma"

Rinviato il concerto di Mengoni al Comunale
Ancora problemi per lo spettacolo del cantante: protezione civile e Comune hanno dichiarato inagibile il teatro. Gli organizzatori cercano una nuova data
Per ora salta, probabilmente verrà recuperato ma gli organizzatori della Zed Live di Padova stanno cercando una nuova data e la comunicheranno nelle prossime ore. Stiamo parlando del concerto di Marco Mengoni, il cantante esploso nel 2010 prima ad XFactor, poi al Festival di Sanremo. Piuttosto travagliato lo spettacolo itinerante in programma a Ferrara, dapprima organizzato al Teatro Nuovo, poi spostato d’urgenza al Comunale per i problemi dell’altra struttura cittadina. Adesso ci si è messo il terremoto, che nella notte fra sabato e domenica ha fatto cadere qualche calcinaccio ma soprattutto polvere sul palco del Comunale, tanto da rendere necessaria una verifica da parte della protezione civile e del Comune. Dalla verifica è appunto emerso che al momento il teatro è inutilizzabile, così il concerto è stato rinviato a data da destinarsi. Solo nel caso lo spettacolo venisse definitivamente annullato saranno rimborsati i biglietti già venduti in prevendita.

read more "Rinviato il concerto a Ferrara"

martedì 22 maggio 2012

CALENDARIO ON AIR


23 MAGGIO
ORE 16.45 QUI 
http://durimarcomengoni.blogspot.it/2012/05/il-23-maggio-su-studio93.html

25 MAGGIO
ORE 11.15 su 


27 MAGGIO
ORE 15.00 QUI


30 MAGGIO 
ORE 21.00 QUI







read more "Gli appuntamenti On Air di maggio"


 Mercoledì 23 maggio, alle 16.45, Marco Mengoni

ai microfoni di STUDIO93 




LINK AL SITO WEB DELLA RADIO
http://www.studio93.it/

LINK ALLA PAG FB DELLA RADIO: 
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lunedì 21 maggio 2012


Marco Mengoni in concerto al Teatro Augusteo: musica viscerale oltre le apparenze

Quando l’artista cerca di trasmettere se stesso non solo con la voce, ma anche con il corpo, tende ad instaurare un rapporto di tipo viscerale col pubblico. L’emozione di chi ascolta percorre una strada interna, si rende difficile da metabolizzare e, per questo preciso motivo, lascia un segno più profondo. Questa è la più grande conquista per chi, col canto, vuole arrivare alla gente ed è proprio ciò che è accaduto durante il live di Marco Mengoni, tenutosi presso il Teatro Augusteo di Napoli in occasione del Tour teatrale che l’artista, originario di Ronciglione, ha messo a punto in collaborazione con Elisa ed Andrea Rigonat.

Due ore di musica autentica: pochi fronzoli e tanta sostanza con una band composta da sette elementi: Stefano Calabrese e Peter Cornacchia alle chitarre, Giovanni Pallotti al basso, Davide Sollazzi alla batteria, Cristiano Norbedo alle tastiere, Federico Missio al sax e Federico Mansutti alla tromba.

Scenografia molto minimale, quasi assente, con proiezioni di immagini in movimento come se fossero viste da un treno a tutta velocità, un po’ come ci appare la vita mentre scorre veloce sotto ai nostri occhi.

Lo scopo di Mengoni in questo nuovo tipo di live è quello di porsi al pubblico in totale trasparenza per un’analisi non solo introspettiva ma anche rivolta alla ricerca di tutte le sfaccettature che caratterizzano l’animo umano.

Proprio con questo proposito il concerto dell’artista inizia con un monologo di Woody Allen, molto simile alla trama del film Il curioso caso di Benjamin Button diretto da Fincher: l’uomo dovrebbe nascere  come se già avesse vissuto, così da potersi rapportare al meglio con se stesso e con gli altri, alla luce delle esperienze pregresse e del know-how personale.

Data l’impossibilità di questa ipotesi di vita il percorso musicale di Mengoni si presenta come una ricerca delle proprie origini. L’artista propone quindi, in chiave completamente rivisitata, tutti i propri brani a partire daTonight, Credimi Ancora, Questa notte.

Tutta la prima parte del concerto rientra  in una dimensione volutamente intimista, solenne, forse troppo. Sulle note di Solo, la passione ed il ritmo incalzante infiammano le vene degli astanti, visibile la voglia di ballare nei volti dei circa 1500 fan presenti in sala. Stare seduti in una poltroncina, reprimendo l’impulso più recondito, forse primitivo, di sfogare la propria passione è quasi una tortura ma la classe e l’eleganza di alcune cover come Can’t Help Falling in Love With You rivelano le sfumature più calde e più profonde della voce di Mengoni confermandone la suadente capacità di penetrare a fondo nell’animo di chi ascolta.

Difficile non apprezzare l’avvincente interpretazione della celeberrima Innuendo, ottima la perfomance dei musicisti che hanno reso l’arrangiamento della cover in questione assolutamente superbo ed appassionato. Toccante l’impatto sonoro e visivo dell’interpretazione de L’Equilibrista in cui Mengoni squarcia un telo multicolor come se fosse alla ricerca dell’equilibrio nascosto nelle viscere del proprio io.

Dopo un intervallo di circa 15 minuti, il live si è fatto più vivace e con una standing ovation per una incredibile versione di Rehab, in omaggio all’indimenticato talento di Amy Winehouse, con tanto di tempo e controtempo scandito dalle sole mani dei musicisti, il pubblico si è fatto effervescente.

Brillante il medley dedicato all’etichetta-movimento Motown tutto dedicato al soul, più volte riconosciuto dal giovane artista come proprio genere musicale di riferimento. 

Con l’invito di Mengoni ad alzarsi in piedi, il teatro si è trasformato in un piccolo stadio in festa, evidente la ricerca del contatto vero, sanguigno, dell’artista col suo pubblico non solo col canto e coi gesti ma anche col linguaggio grazie a diversi intermezzi parlati in dialetto napoletano.

“Le relazioni umane sono talvolta estremamente difficili da gestire ma non per questo bisogna privasene” spiega il giovane artista che, da sempre restio a svelare se stesso in nome della più totale libertà, ironizza sulle tipiche domande rivoltegli dalla stampa sulle note dell’esilarante Come ti senti.

Sul finale, ultimo cambio di scena con tanto di spogliarello vedo- non vedo, poi sopraggiunge  il momento della dolcezza quando una bimba sale sul palco, si siede, timorosa,  proprio di fianco a Mengoni che, sorpreso e divertito, la prende per mano e le regala una rosa sulle note di In un giorno qualunque.

In chiusura: lacrime, applausi e sorrisi per un live completo che lascia ben poco spazio alle parole.


(Raffaella Sbrescia)
tratto da : http://www.myword.it/rock/news/55276
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sabato 19 maggio 2012


Marco Mengoni in viaggio tra black music e soul

Concerto martedì 22 maggio a Treviglio:
«Questo disco è nato dopo l'incontro con Elisa»

Volto imperscrutabile, tenebroso e fragile. Look curato nel dettaglio, per innato gusto estetico esercitato alla scuola superiore di design e amplificato dalla popolarità. Il cantante dalle «sopracciglia più belle della musica italiana», per riprendere la definizione della comica Geppi Cucciari. Marco Mengoni ha sguardo seducente, che può inibire. Ma non i fan. Immagine e carattere, dalla parvenza snob, possono suscitare sentimenti contrastanti, di simpatia o antipatia, ma a livello musicale è innegabile: il giovane cantante di Ronciglione ha fattore x da vendere, e non solo perché nel 2009 è risultato vincente alla terza edizione del talent show. Il 22 maggio, alle 21, si esibirà al PalaFacchetti di Treviglio per Tour teatrale 2012, pensato con Andrea Rigonat ed Elisa, con cui è amico dai tempi di X-Factor. «Subito dopo la trasmissione Elisa ha chiesto il mio numero. Voleva sentirmi per complimentarsi. Ne ero lusingato, da suo estimatore. Ci siamo persi di vista per un pò, sino a ritrovarci. Un bicchiere di vino e una cena ed è nata l'idea del tour teatrale, che musicalmente guarda oltre Oceano. Riprende le origini dei miei esordi, legati alla musica nera, al soul e al motown», racconta Mengoni, per cui lo spettacolo è concentrato sulla musica, dalle forti suggestioni visive e sonore.
«La scenografia è curata, ma ci sarà meno cornice e più quadro». Vocale. Il suo. Innato e formato su voci di riferimento come Billie Holiday, che «mi paralizza. Non so cosa mi prende quando la ascolto. Nella sua voce c'è tutto un mondo». Prima di ogni tournée Mengoni cura le corde vocali con degli integratori e riscalda la voce. Tratto distintivo usato per tratteggiare il lato più introspettivo, da svelare durante il tour. Con simpatica onestà il cantante dichiara di «indossare diverse maschere, come tutti gli esseri umani, per coprire difetti, limiti o insicurezze. Ma sono maschere leggere. Del resto nella vita devi sempre cercare un compromesso». Nel tour Mengoni vuole «parlare di relazioni umane, scrivere sui teli bianchi della scenografia i ricordi del passato e disegnare punti interrogativi sul futuro. È un diario di vita». Breve, ma significativo. Nei ricordi incide Lucio Dalla, con cui ha duettato Meri Luis e considerato «un maestro di vita che mi ha tirato fuori da un momento di crisi lavorativa». E anche Amy Winehouse, tra le poche persone che gli hanno «sconvolto la vita con due dischi». Mengoni ha 23 anni, ma è già salito sul podio degli MTV Europe Music Awards aggiudicandosi il titolo di Best European Act.
Alla domanda dove vuole arrivare, risponde: «Alla libertà, ma è irraggiungibile, mi accontenterei dell'armonia». Nei panni di un Re Matto o di un tecnologico Solo 2.0, per evocare i titoli dei due dischi? Riferendosi alle parole di Steve Jobs «siate affamati, siate folli», per il cantante «la pazzia, non intesa come malattia, si avvicina alla mia idea di libertà. Non sono re e forse non lo sarò mai. Matto? Per tutta la vita. Sono stato solo e lo sarò ancora, ma lo ricercherò io». A livello artistico il primo disco rappresenta «un'immaturità, tante cose buttata lì d'istinto. Il secondo è più maturo, dimostra che i dischi non sono solo radiofonici, ma escono dalla mente». A livello musicale è «onnivoro sia per ascolto sia per arrangiamenti», intraprende strade diverse, perché si stanca a replicare le stesse cose. Nella vita ammette di essere pieno di contrasti, "sono bianco e nero, dovrei trovare anche i grigi". 
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venerdì 18 maggio 2012



29 MAGGIO ORE 15 SOCIAL LIVE CON MARCO MENGONI


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giovedì 17 maggio 2012



C'è un momento, quello in cui le luci si spengono e lo spettacolo sta per cominciare, che dà lo stesso sussulto di quando si sta facendo un tuffo,
e ormai non si può tornare indietro.


 

La differenza tra un concerto di Marco Mengoni ed altri pur bravissimi artisti è proprio questa: mentre si è sospesi tra la terra della quotidianità e il mare della musica, si ha la sensazione che nulla di ciò che sta per avvenire sarà uguale ad una volta precedente, e che - dopo - a riemergere sarà una persona in qualche modo diversa.

Approdato ai teatri con l'intenzione di recuperare le proprie matrici artistiche e forse anche le proprie motivazioni, Marco chiede ed ottiene molto di più dell'ammirazione di uno sfoggio vocale o del generico ricordo di “una bella serata”.

Marco vuole occhi, vuole volti che rivelino emozioni, vuole corpi che seguano il ritmo che sta trasmettendo, vuole voci che sappiano rispondergli. E li vuole tutti.

L'ombra gigantesca proiettata su di un telo che canta il primo pezzo non è che apparenza. L'artista che si sente su un piedistallo, lontano da un pubblico anonimo cui concedere solo una piccola parte di sé, è un ruolo che non gli appartiene. 

Allora tira giù la stoffa con gesto deciso e si rivela, anche se ancora non completamente. Appare un uomo elegantissimo, consapevole del proprio fascino, che indossa degli occhiali da sole con carisma e sintomatico mistero, ma che è comunque solo una maschera. Cambia pezzo e toglie gli occhiali: comincia il gioco di sguardi che durerà tutto il concerto. 

Gli arrangiamenti sapienti e l'apporto dei fiati che scaldano e arrichiscono le atmosfere allargano le prospettive dell'ascolto. Sorpresa dopo sorpresa, la voce di Marco ci porta attraverso i brani respirandoli, gustandoli, toccandoli. Accorciando sempre di più le distanze tra il suo modo di sentire ed il nostro.  
  
E poi le luci in sala si accendono: lui, l'artista, ci osserva con attenzione e curiosità, quasi che fossimo noi lo spettacolo e lui il fruitore. Si scambiano le parti e siamo proprio noi a venire allo scoperto, non più un anonimo pubblico ammantato di oscurità, ma persone, età, atteggiamento, abbigliamento, intenzione.

All'inizio della seconda parte, con un abito già meno formale del precedente ma sempre molto elegante, si rompe finalmente la quarta parete e Marco scende in sala, nel bel mezzo dell'arena in cui potrebbero ghermirlo ragazze tentacolari, giudicarlo signori diffidenti o sgambettarlo critici improvvisati. 

Ma per lui è importante parlare, salutare,  dichiarare che Marco Mengoni è proprio quello che vedono lì a portata di mano, autentico, immediato, e che ora è pronto a risalire sul palco portando tutti con sé.

Torna la musica, torna la voce ad infiammare e accarezzare, a giocare e a soffrire, ma con tutti quegli sguardi dentro, quelle mani che ondeggiano, quei sorrisi che affiorano in ogni nota.

Ogni serata, ogni città ha un colore diverso, e Marco in ogni pezzo cambia sfumature, trova soluzioni differenti, risponde.



Finito ufficialmente il concerto, è tempo di giocare sul serio: nascondino, salti, imitazioni, canta-tu... un po' di tutto. Perché si torna bambini.

E come succede tra bambini, una volta fatta conoscenza si è amici per la pelle. (mlml)






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read more "Prendi un respiro..."

Ferrara: il concerto si farà
al Teatro Comunale 
               





data confermata, 24 maggio, ore 21.30 


Il Teatro Comunale di Ferrara si trova in corso Martiri della Libertà 5 

 http://www.teatrocomunaleferrara.it/

read more "Ferrara,si fa al Comunale"

mercoledì 16 maggio 2012


Mengoni Re Matto fa della Città Giardino il suo Regno

Arriva a scendere dal palco di corsa per baciare un bimbo biondo di poco più che un anno, chiede ai fan di andare sotto al palco (in un teatro?), nonostante i vigili del fuoco e poi chiede in ginocchio ai fan in delirio di tornare a posto, nascosto dietro a una lanterna “tanto son secco e qui nessuno mi vede”. Marco Mengoni, ventiquattro anni a Natale, vincitore della terza edizione di X-Factor, è diventato famoso per la sua voce “pirotecnica e la sua presenza istrionica”, come dice la sua canzone “Come ti senti”, ma è rimasto quello di sempre: semplice e modesto.
Note Spillate lo ha intervistato in esclusiva a Varese, prima che regalasse un’altra elettrizzante serata. Mengoni ha proposto i brani di “Solo 2.0” e “Re Matto”, ma non sono mancate cover (Beatles, Queen, Elvis Presley tra le altre) e un emozionante omaggio a Amy Winehouse, cantato a cappella con la sola luce di una lanterna e i suoi musicisti che davano il ritmo battendo le mani.
Dal tour nei palazzetti al tour nei teatri, cosa è cambiato, anche nella scenografia?
Nella scenografia tutto e… non c’è niente (ride, ndr). E’ molto più semplificata ora, perché anche il teatro, fisicamente non se lo può permettere. Abbiamo “accompagnato” l’idea dei palazzetti con la scenografia. Abbiamo dato maggior risalto al quadro che alla cornice.
Quale delle due esperienze le piace di più?
Entrambe hanno cose positive e negative. Sono comunque molto diverse. Sicuramente il teatro ti permette di avere un contatto più diretto con il pubblico. La prima fila è quasi a un metro da me e li posso guardare negli occhi. E’ molto più bello, calcolando che loro sono il cinquanta per cento di tutto il progetto, perché metà è sotto e metà è sul palco. Dipende anche dal pubblico l’andamento del concerto.
Avete intenzione di fare anche le arene quest’ estate?
Di qiù nun so (ride ndr), come diceva qualcuno. No, non lo so cosa succederà.
Ok, quindi non ha programmi estivi?
Sì, ma nella seconda metà dell’estate, però non mi ero preoccupato per la prima parte. Dove andremo, cosa faremo…
Com’è il suo rapporto con i fan?
Io mi concedo molto, parlo moltissimo, infatti delle volte diventano come dei litigi di amici di una stessa cricca. Forse mi concedo un po’ troppo, me lo dicono tutti. Poi in alcuni momenti magari vengo mal capito, o cose del genere, e loro se la prendono come se fossero amici strettissimi. Però mi piace questa cosa, perché vuol dire che c’è un bel rapporto.
Nella sua canzone “Come ti senti”, dice – se vieni da un talent non puoi avere ideali-, crede che ci sia veramente questa opinione comune?
Io credo che ci sia questa opinione, che non sia comune, che sia abbastanza limitata, fortunatamente. Anche perché non avrebbe ragione di esistere. Un uomo è un artista a prescindere da talent e casa discografica o se si presenta nei club. Anche chi va nei talent vive la vita, fa delle esperienze. Ognuno ha dei backgroud diversi. Nel 2009, queste possibilità a me non sono state date dalle case discografiche e quindi, ancora di salvataggio era X-Factor, ho provato, è andata… bene, non mi posso lamentare, in questo momento di crisi. Ma, poi, qualunque cosa uno pensasse, è giusto che sia così, siamo in un paese laico e libero.
Avete in mente un nuovo singolo per l’estate tratto da Solo 2.0?
Se abbiamo in mente… non lo so, ce li abbiamo i soldi per un nuovo video? (ride con i suoi assistenti ndr.). Perché con questa crisi si risparmia su tutto, pure sui singoli e quindi magari… non so quello che succederà, chiediamo a Monti.
(Intervista e recensione di Barbara Giglioli)
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